Digitando l'indirizzo www.italia.it non si accede più al
famoso portale delle polemiche. Il progetto faraonico da 50 milioni di dollari, sembra sia stato spento senza neppure un annuncio.
Sarà veramente finita? Secondo Luca Carlucci di Scandalo Italiano: «italia.it non è morto né chiuso. Perché italia.it non è e non è mai stato un portale, non è un progetto, non sono contenuti, non è interesse comune, non è collaborazione, non è miglioramento. Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenze".
Vero è che il progetto errabondo, per il quale alcuni politici si sono
riempiti la bocca, se ha veramente e definitivamente chiuso, non mancherà a nessuno e certamente tutta la blogosfera aveva bocciato tutto il
"progetto" fin dal suo inizio.
Se non ci fosse da piangere per le montagne di soldi buttati al vento, si potrebbe anche divertirsi a guardare questi tre video:
Questa
la presentazione di ... !!!!!!!!!!!????????
O
forse era questa !!!!!!!!!!!??????????
Oppure
era questa !!!!!!!!!!!!????????
Ma
forse la saga continua!!!
Il 21 Gennaio 2008 Apcom comunica quanto trasmesso dall'ufficio stampa di
Rutelli: "Se si cercano responsabilità per l'inefficacia della soluzione tecnologica e l'incongruità dei finanziamenti ci si rivolga al governo della passata
legislatura" e ancora "Rutelli ha a più riprese dichiarato e confermato che la veloce obsolescenza di strumenti informatici come il portale Italia.it consiglia, anche se si vuole non disperdere il patrimonio di dati acquisito, di trasferire la promozione online delle opportunità turistiche italiane all'Enit".
Dunque, è possibile (governo permettendo) che la saga di Italia.it non sia finita, ma continui con ENIT, l'agenzia nazionale del turismo.
Certo è che questa ultima possibilità scatenerà ulteriori polemiche,
poiché da più parti non si comprende la necessità di creare Italia.it,
quando era sufficiente potenziare il sito ENIT.
Liber Liber e altri membri del network Frontiere digitali lanciano una proposta per Italia.it. Come gia annunciato in queste pagine, quello che doveva essere il portale per promuovere le "bellezze" dell'Italia nel mondo, ha chiuso i battenti ,senza mai diventare realmente operativo.
Ancora oggi, digitando l'indirizzo www.italia.it, si ottiene il messaggio "Pagina non disponibile", che non promuove certo l'Italia, ma
certamente dopo l'immondizia della Campania, questo è l'ultimo dei problemi degli italiani.
Ovviamente, anche per il costo esorbitante del faraonico e fallimentare progetto, non sono mancate infuocate polemiche, ma oggi a "bocce ferme", da Liber Liber, arriva
un'interessante proposta. Un progetto profondamente diverso, uno strumento che funzioni con logiche più moderne e adatte al vero spirito di Internet? Ovvero un italia-wiki aperto, pubblico e gratuito? I wiki sono piattaforme open source, che consentono ai suoi stessi utenti di collaborare alla loro crescita (l'applicazione più nota è Wikipedia). Grazie a questo tipo di piattaforma, potrebbero essere gli stessi Italiani a raccontare uno dei paesi più belli e ricchi di storia e d'arte del mondo (ovviamente se verrà tolta l'immondizia dalle strade e piazze della Campania).
Guarda il servizio realizzato da RAI News 24